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Gennaio 2007: Progetto maternità

Classificato fra i paesi meno avanzati del pianeta, la Repubblica del Benin conta circa il 70% della popolazione nelle zone rurali dove il potere d'acquisto è oltre la soglia di povertà e la situazione femminile è assai critica.
 
A Gbaffo, su questo fondo di povertà, l'onere del menage familiare(la famiglia è composta mediamente da 8 a 12 bambini), ricade interamente sulla donna che oltre a tutto è soggetta a numerosi rischi che compromettono la sua salute. Su 84 donne che hanno partorito fra il mese di ottobre 2003 e agosto 2004, cinque di esse sono decedute a seguito del parto. Il numero dei decessi di giovani adulte è cresciuto in successione fra il 2001 ed il 2004 ed ha lasciato un gran numero di orfani a carico dei vedovi con pochissimi mezzi a disposizione.
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4 ottobre 2006: Gbaffo la firma del gemellaggio

gbaffo3Una girnata indimenticabile per noi e las cuola: 

LA FIRMA CHE SANCISCE IL GEMELLAGGIO TRA IL COLLEGIO DI GBAFFO E L’ISTITUTO PACINI DI PISTOIA,

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Maggio 2006: Gbaffo considerazione sui lavori fatti

Questo progetto ha l’aria di essere in continua espansione, è come aprire una porta e subito se ne trova un’altra davanti da aprire, vale a dire: la mensa scolastica che stiamo alimentando sia al collegio che alla scuola elementare di Gbaffo sta funzionando ma ha bisogno di qualche aggiustamento  con la collaborazione di Coeur et Vie che come sempre collabora in modo eccellente per il momento.

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Maggio 2006: Bethesda ….l'aiuto continua

Abbiamo visitato il centro dove ad accoglierci c'è il nostro Emile che ci accompagna nel nostro giro del centro.

 

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Agosto 2005: Bethesda i primi aiuti sono consegnati

Abbiamo inviato i primi 500 euro per il progetto a Luigi che, in Benin ci gestisce insieme ad Emile il progetto. Abbiamo chiesto una foto come testimonianze del cibo acquistato, ma mi ha detto che per potere avere una foto bisogna fare una…
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Novembre 2006: Il centro viene aperto

Dal 1° novembre 2006, il centro di accoglienza e reinserimento familiare Francesco Massaro è abitato da 26 bambini e tre suore.

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Il personale a pieno regime sarà di 14 persone di cui 9 mamme, due lavandaie, una cuoca che lavora insieme ad una suora in cucina, un giardiniere che si occupa della vasta area circostante la casa, un guardiano.
Abbiamo fatto un contratto con un pediatra il quale andrà a visitare i bambini ogni 15 giorni, abbiamo un accordo con una farmacia della zona dalla quale acquistiamo latte e medicine per i bambini.
Il prossimo passaggio sarà quello di attivare l’assistente sociale la quale comincerà a contattare le famiglie sul territorio per iniziare quel lavoro che precede il futuro inserimento dei bambini presso le loro famiglie. Sarà un lavoro molto delicato e richiederà un grande impegno e anche mesi e mesi di lavoro che noi per primi stiamo sperimentando con l’intenzione di ottenere una maggior presa di responsabilità da parte delle famiglie che di solito lasciano i piccoli per anni negli orfanotrofi senza più occuparsene.